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Ciao <<Nome>>,
 

sono le 16:42 di un afoso pomeriggio di giugno e ti scrivo dalla mia nuova postazione: lo scrittoio della libreria appena arrivata. Finalmente ho un angolo dove lavorare, riporre la cancelleria e sistemare i libri che uso ogni giorno.
Dall'ultima volta che hai letto le mie farneticazioni non è successo granché. Bugia. In realtà anche quando tutto sembra fermo qualcosa accade sempre, ma spesso all'esterno non si vede. Io, per esempio, ho perso quasi tutte le mie parole. Se mi vedi poco sui social, ora sai il perché.
Spontaneità si è data alla macchia; Entusiasmo vive di saliscendi; Progettualità rimbalza da un dubbio all'altro in cerca di Senso; Leggerezza ha le sembianze di un oasi nel deserto. A chi serve quello che faccio a parte me? Come continuare a parlare di libri e di luoghi nel 2021? Non so se la Poppinsletter sia un tentativo (impacciato) di risposta alle mie domande, di una cosa però sono certa: ciò che mi conteneva fino a qualche anno fa non mi contiene più.
Veniamo alla Poppinsletter. Oggi ti attendono una novità e una sorpresa: la prima è una mappa dei luoghi menzionati nel romanzo scelto per questa edizione dedicata all'Iran; la seconda, invece, ti aspetta a fine lettura. Ringrazio la mia amica Mania Mehrabi per averla resa possibile. Ah, se mentre leggi ti va di ascoltare un po' di musica, ti consiglio il Live from Studio S2 di Hania Rani.

P.S. Hai perso le edizioni passate della Poppinsletter? Niente paura, eccole qui: numero 0 e numero 1.


Un abbraccio,

Katy Poppins

Ultime dal blog

Negli ultimi mesi Katy Poppins e il suo inseparabile Ombrello hanno viaggiato in diversi luoghi: Siria, Palestina, Iran, Turchia, Armenia e USA. Nessun libro l'ha delusa e tutti le hanno insegnato qualcosa. Per il momento, però, le sue magie scrittorie sono state solo due: il post su La restauratrice di libri e quello su San Francisco. Ritratto di una città. Presto ricomincerà a occuparsi di viaggiatrici del passato per la rubrica Oltre i confini.

Un libro

"I suoni di notte sono più molesti, mi sembra di avere una lumaca che infila le antenne appiccicaticce dentro i miei timpani. Il gemito della lumaca è il suono più triste che abbia mai sentito, è un lamento vischioso che ti scivola piano piano nell'anima. Il viscidume rende la circolazione del tuo sangue più lenta e quando arriva al cuore vi si insedia."
A Tehran le lumache fanno rumore


Attorno a Khosrou, scomparso nel fiore degli anni durante la guerra tra Iran e Iraq, in una Tehran contemporanea in bilico tra passato e presente, ruotano i destini di tre donne: Shirin, la sorella introversa e appassionata di cinema, la madre, saldamente aggrappata a un dolore ancora vivo, e Afsun, quarantunenne in carriera ossessionata dal ricordo di lui, suo primo grande amore.
Ogni capitolo porta il nome di Shirin o Afsun, a seconda della voce narrante. Il mondo di Shirin è quello di una ragazza che abita con la madre in una casa dove il tempo si è fermato, osserva la sua vita come se fosse un film già visto e anela a una libertà che non ha; quello di Afsun, psicologa, docente universitaria e noto volto televisivo, è dominato da ipocrisia e corruzione.
Come il guscio spiraliforme di una chiocciola, le tre donne rappresentano tre diversi gradi di apertura al mondo, ma anche tre modi di reagire al lutto. Riusciranno a sciogliere i nodi del tempo e a trovare una via d'uscita?

Questo libro di Zahra 'Abdi parla di perdita, elaborazione del dolore, salute mentale e impossibilità di comunicare. È un tributo al grande amore degli iraniani per il cinema e contiene numerosi riferimenti alla letteratura del Paese. È inoltre una critica alla società iraniana. L'autrice scava nella psicologia delle protagoniste portando alla luce desideri, difficoltà e contraddizioni in un flusso di coscienza caratterizzato da continui salti temporali. La realtà che emerge è deformata e appare quasi illusoria.
A Tehran le lumache fanno rumore, pubblicato da Brioschi Editore nel 2017, è il primo romanzo di Zahra 'Abdi. È stato tradotto in italiano da Anna Vanzan (1955-2020), iranista, islamista e traduttrice dall'iraniano di molti libri per diverse case editrici. Sua è la postfazione del libro, utile per contestualizzare il conflitto Iran-Iraq, i suoi simboli, la sua propaganda e la produzione letteraria iraniana al femminile dal dopoguerra a oggi.
Guarda la mappa dei luoghi
A Copertina del romanzo A Tehran le lumache fanno rumore

Te lo consiglio se:
 
— vuoi scoprire o approfondire la letteratura iraniana al femminile
— ti piacciono i romanzi con una forte introspezione psicologica
— ti piacciono i romanzi ricchi di riferimenti culturali (in questo caso cinema e letteratura)
Appunti
 
La guerra tra l'Iran dell’ayatollah Khomeini e l’Iraq di Saddam Hussein iniziò nel 1980 e si concluse nel 1988. Al riguardo puoi leggere questo articolo del Post, che la riassume in maniera molto chiara.

→ I nomi dei personaggi di Shirin, Koshrou e Farhad rimandano, come spiega la stessa Shirin nel romanzo, a quelli di un'opera di Nezami (1141-1209), grande poeta persiano (nato a Ganja, oggi Ganca in Azerbaijan), che scrisse un quintetto di poemi in distici a rima baciata di argomento romanzesco e epico molto imitati nel corso dei secoli. Khosrow e Shirin è uno di questi. Di Nezami trovi la traduzione italiana di un altro poema del quintetto, Leyla e Majnun, pubblicato da Adelphi.

Tehran

 

Nel romanzo di Zahra 'Abdi Tehran è frenetica, alienante, muta, contraddittoria, tesa in uno slancio verso la modernità che fagocita il paesaggio allontanando l'uomo dalla natura e da sé stesso, deformata da uno sguardo (anzi due) che ne mette in luce i lati negativi.
Situata a nord del Paese, sul versante meridionale della catena montuosa degli Elburz, Tehran è capitale dell'Iran dal 1786 e capoluogo della provincia omonima. Il suo sviluppo iniziò nel XVI secolo sotto i ṣafavidivi. Originariamente era un villaggio, un sobborgo dell'antica Rage (oggi Rey o Ray). Ha un impianto ottagonale ed è costituita da una parte moderna a nord e una più vecchia a sud. Quella moderna, che risale al 1925-41, si ispira a una concenzione urbanistica di stampo europeo, mentre quella vecchia, tipicamente orientale, è caratterizzata da monumenti antichi, bazar e strade strette. L'asse est-ovest del piano regolatore di Tehran proposto nel 1969 (il primo risaliva agli anni '30) accentuò la separazione tra i quartieri settentrionali e meridionali. È di questo periodo la nascita di un nuovo quartiere, la città reale. I cambiamenti più consistenti si verificarono negli anni '80, quando cominciò a espandersi inglobando le aree rurali. A Tehran, la cui popolazione odierna è di oltre 9 milioni di persone, si concentrano quasi tutte le attività produttive e i servizi del Paese.


Fonti: Treccani.it, Sapere.it
Da guardare: i video di Bahador Hadizadeh su YouTube per immergersi nella vita quotidiana delle strade di Tehran.

Un luogo

Dato il mio interesse per i caffè storici non potevo non soffermarmi sul Caffè Naderi, che a Tehran è ormai un'istituzione. Situato in via Jomhori, al primo piano dell'Hotel Naderi, ha più di 90 anni ed è stato il primo caffè iraniano in stile europeo. A fondarlo nel 1928 fu l'armeno Khachik Madikiyans. Qui nel secolo scorso avresti potuto incontrare intellettuali e scrittori come Sadeq Hedayat, Simin Daneshvar, Jalal Al-e AhmadAhmad Shamlou, Nader Ebrahimi´e Lili Goestan. Il caffè è comparso anche in diversi film e romanzi ed è oggi soprattutto un'attrazione turistica. Qui puoi vedere alcune foto del caffè e un video.

Dietro l'angolo

Libri e curiosità letterarie su Berlino

Non potevo leggere libro più adatto a me in questo periodo.
Mi sento, infatti, un po' come Paolo, il protagonista di Lingua madre:
in cerca di parole pulite. Ma cosa sono le parole pulite? "Le parole pulite sono così: dici una cosa e intendi quella cosa, sono vere e limpide, non ci sono associazioni mentali che le rovinano, che le macchiano o che le sporcano." Paolo Prescher vive a Bolzano ed è ossessionato dal linguaggio. Odia la sua città e non ha un buon rapporto né con la madre né con la sorella perché gli sporcano le parole. Fugge a Berlino, dove trova lavoro in una biblioteca e incontra Mira, che oltre a ripulirgli le parole con il suo amore lo convince a tornare nella sua città natale.
Questo romanzo di Maddalena Fingerle, vincitore della XXXIII edizione del Premio Italo Calvino, non è un libro su Berlino, il cui orizzonte è piuttosto sfumato e indefinito, e non è nemmeno un libro su Bolzano, ma una riflessione sulle parole e su come vengono usate.
Un po' dolce e un po' amaro, divertente, incalzante e intelligente.
Per leggerlo devi staccare le pagine con un tagliacarte, come gli altri libri della casa editrice Italo Svevo.
Cosa che, unita alla veste grafica curata e originale,
mi ha dato una soddisfazione infinita.
— Ti segnalo l'uscita per Fazi editore del terzo volume della trilogia di Philip Kerr ambientata a Berlino: Un requiem tedesco segue infatti Il criminale pallido e Violette di marzo. A quest'ultimo l'anno scorso ho dedicato un articolo su Letture in Viaggio.

Vetrina

Libri appena usciti che vorrei leggere
Collage copertine Poppinsletter Estate 2021

Siria, Etiopia, Iran, Turchia, Messico, Repubblica Ceca sono alcuni dei luoghi protagonisti dei libri selezionati stavolta, tutti pubblicati negli ultimi tre mesi:

- Le intruse, Frances Larson, traduzione di Claudia Durastanti, UTET, pp. 329, € 24,00 — Katherine Routledge, Winifred Blackman, Barbara Freire-Marreco, Beatrice Blackwood e Maria Czaplicka: cinque antropologhe che agli inizi del Novecento, tra difficoltà e scetticismo, partono per terre sconosciute con l'obiettivo di studiare culture primitive (grazie a Stefania Spiga per la segnalazione).

- Il grande azzurro, Ayesha Harruna Attah, traduzione di Francesca Conte, illustrato da Vendi Vernić, pp. 320, €.17,00 — Due gemelle che separate dai mercanti di schiavi e lontane dalla famiglia troveranno il modo di far fiorire la propria personalità e si ricongiungeranno solo quando potranno guardarsi come persone intere.

- Prigione n°5, di Zehra Doğan, Becco Giallo, pp. 128, € 20,00 — Si può finire in prigione per un disegno? Sì. È accaduto a Zehra Doğan, attivista, giornalista e artista curda, condannata per incitazione al terrorismo e rinchiusa nella prigione numero 5 di Diyarbakir, nella Turchia orientale. I disegni che compongono questo graphic memoir sono stati fatti da Zehra con materiali improvvisati durante gli oltre 1000 giorni di carcere.

- Topografia, Sylvie Richterová, traduzione di Caterina Graziadei, Rina (Roma), pp. 200, € 19,00 — Pubblicato a Praga nel 1981 clandestinamente sfuggendo alla censura del regime, uscì in Italia nel 1986 per i tipi di e/o. È un libro sulla memoria e sull'esilio, che racconta strade, città e persone. Qui puoi ascoltare l'autrice.


- Il randagio e altri racconti, Sadeq Hedayat, traduzione di Anna Vanzan, Carbonio Editore, pp. 160, € 14,50 — Nove storie sull'umanità che anima le strade di Teheran scritte da un autore considerato il padre della letteratura persiana moderna.

- Streghe, Brenda Lozano, traduzione di Giulia Zavagna, Alter Ego edizioni, pp. 256, € 17,00 — La giornalista Zoé va a Città del Messico per indagare sulla morte di Paloma, uccisa perché muxe. Conosce così Feliciana, notissima guaritrice messicana, che ha appreso le arti curative da Paloma. Un romanzo sull'identità femminile, sulle tradizioni, sulla guarigione e sulla violenza.

Altri libri interessanti pubblicati di recente: I gatti perduti di Homs di Eva NourUn uomo inutile di Sait Faik Abasıyanık, Panorama di Dušan Šarotar, Solenoide di Mircea Cǎrtǎrescu, La guerra di Nina di Imma Vitelli, L'abito bianco di Nathalie Legér e Il re ombra di Maaza Mengiste. Quali hai già letto? O quale/i vorresti leggere? Fammi sapere!

Snoopers Paradise

Emporio immaginario e disordinato di cose interessanti
Da leggere:

- Balcanismo: scomporre l’enigma dell’orientalismo in terra europea di Sara Verghi su Est/ranei. Apprezzo il progetto divulgativo di Est/ranei sulle letterature, il cinema e le culture dell'Est, della Mitteleuropa e dei Balcani.


Da guardare:

The present, il cortometraggio della regista, sceneggiatrice e attivista palestinese Farah Nabulsi. Un padre e una figlia escono di casa per comprare un frigorifero, regalo d'anniversario per la moglie. Semplice, no? Non se sei palestinese, vivi in Cisgiordania e devi attraversare posti di blocco sottoponendoti a estenuanti controlli anche per andare a lavorare, a fare la spesa o a comprare delle medicine. Una fotografia delle condizioni di vita dei palestinesi privati della libertà di movimento e dei diritti basilari. Lo trovi su Netflix. Qui puoi guardare il trailer.


Il mercante è il breve documentario realizzato dal regista georgiano Tamta Gabrichidze. Il protagonista, Gela, è un commerciante ambulante che si muove di villaggio in villaggio per vendere la sua mercanzia e ricavare in cambio chili di patate. Uno sguardo alla Georgia rurale e alla miseria in cui versa. Lo trovi su Netflix. Qui puoi vedere il trailer.

Da ascoltare:

— La puntata del podcast Siria, guerra e gelsomini di Asmae Dachan dal titolo Letteratura e arte in Siria. In viaggio con Silvia Moresi.

Da utilizzare:

— Il sito di Roma Multietnica è uno strumento favoloso per  scoprire le letterature del mondo e saperne di più sulle comunità migranti.

— La newsletter di Orecchiabile ti consiglia podcast da ascoltare. Orecchiabile è un progetto indipendente curato da Chiara Sagramola e Giacomo Bagni.

Parole d'estate

"L'estate slovena ha la freschezza delle acque di montagna o delle cime innevate anche nei luoghi che si trovano appena a un centinaio di metri sul livello del mare. È così in ogni luogo. È il soffio vitale dei paesi dell'Alta Carniola e stiriani, dei prati, dei fiumi e delle radure. È il profumo dei cuscini ben imbottiti e bianchi come la neve dei modesti alloggi sulle montagne. È il sole forte e sano che rapido vi abbronza il viso, e che ristora e non stanca. Per questo bagnarsi nei laghi e nei fiumi di qui non assomiglia per nulla ai bagni nelle verdi piscine di certe regioni alpine all'estero le cui acque vi attendono come una lama impietosa e glacialmente fredda. No, qui l'acqua è un buon compagno di viaggio, adatta alle necessità del vostro corpo esausto, stremato dalla calura oppure dal freddo; e quando uscite da essa, vi aspetta a braccia spalancate il buon sole che vi avvolge invisibile e impercettibile con un leggero abito di salute, e vi riempie della spensieratezza che danno soltanto le acque di qui e che non potrete trovare né comprare altrove. Per questo da queste parti si lavora e si vive bene.”


(In volo sopra il mare e altre storie di viaggio, Ivo Andrić, pagina 196)

Solstiziami


Quando le ho chiesto se voleva partecipare a questa edizione della Poppinsletter con una ricetta iraniana, ha detto subito sì: lei è Mania Mehrabi, generosa dispensatrice di gusto, poesia e bellezza. Ci siamo conosciute nel 2012 a un corso di social media marketing. Da qualche anno, insieme all'amica Anamaria Draghici, porta avanti ANIMA, un progetto che unisce non solo cibo e fotografia, ma anche culture diverse, perché Mania ha origini iraniane e Anamaria origini rumene. Puoi seguirlo su Instagram e Facebook e per saperne di più dare un'occhiata all'articolo di Rosa Anna Buonuomo su VirtùQuotidiane. Veniamo alla ricetta: il piatto scelto da Mania fa pensare all'estate perché "sembra un sole", anche se in Iran si prepara tutto l'anno. Si tratta del Kukù sibzaminì. Scarica la ricetta in PDF cliccando sul pulsante in basso. Buon appetito!
Vai alla ricetta
P.S. Vuoi festeggiare l'inizio dell'estate insieme a noi?
Prova la ricetta, scatta una foto e condividila nelle storie di Instagram menzionando @animafoodphotography e @lettureinviaggio.
Per oggi è tutto.
Ringrazio Eleonora che incoraggia, ascolta e nutre.
Ringrazio Mania, che parla al cuore anche con il cibo.
Rispondi pure a questa email e se ti è piaciuta diffondila.
Buona estate!
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